Fontana di Trevi,
al posto dei venditori di finte griffe tornano le bancarelle coi libri
L’assessore
capitolino Adriano Meloni (Sviluppo economico, turismo e lavoro) ha
annunciato che entro il mese di ottobre i librai ambulanti potranno
tornare con i loro banchi in via delle Muratte, proprio dietro Fontana
di Trevi. Giorni fa il lettore Giorgio D’Amico, nella rubrica «Una
città, mille domande», aveva ricordato al Corriere della Sera
i tempi in cui in quella strada si vendevano libri. Spariti nel
febbraio 2016 dopo i sequestri dei vigili per la scadenza delle licenze e
dei permessi, non più validi da mesi o da anni. Denunciava il lettore:
«Oggi sembra di essere alla Corte dei Miracoli: bancarelle di venditori
di false borse, braccialetti, pittori con bombolette spray…». Il quadro
di un abbandono non solo estetico ma anche culturale.
In passato accanto ai libri la facevano da padrone categorie merceologiche estranee e di bassa qualità (calendari, souvenir, calamite e paccottiglia). Per evitare questo, l’assessorato ha previsto nei criteri di assegnazione del bando l’assoluta prevalenza, e in alcuni casi, la esclusività dei libri tra i prodotti messi in vendita. Naturalmente, sono stati previsti limiti specifici per la dimensione dei banchi, concertati con la Sovrintendenza. Dunque, evviva i libri che tornano per strada. Ed evviva, almeno stavolta, la scelta del Campidoglio. Criticare è doveroso e inevitabile, quando ci sono errori o omissioni. Così com’è giusto dare atto del buon lavoro se si imbocca la giusta strada per risollevare un po’ Roma.
(fonte CULTORA)
In passato accanto ai libri la facevano da padrone categorie merceologiche estranee e di bassa qualità (calendari, souvenir, calamite e paccottiglia). Per evitare questo, l’assessorato ha previsto nei criteri di assegnazione del bando l’assoluta prevalenza, e in alcuni casi, la esclusività dei libri tra i prodotti messi in vendita. Naturalmente, sono stati previsti limiti specifici per la dimensione dei banchi, concertati con la Sovrintendenza. Dunque, evviva i libri che tornano per strada. Ed evviva, almeno stavolta, la scelta del Campidoglio. Criticare è doveroso e inevitabile, quando ci sono errori o omissioni. Così com’è giusto dare atto del buon lavoro se si imbocca la giusta strada per risollevare un po’ Roma.
(fonte CULTORA)

Nessun commento:
Posta un commento