lunedì 3 luglio 2017

LA LEGGENDA DI DOMINARIA E SOLARIA di Manuel Mura


 LA LEGGENDA DI DOMINARIA E SOLARIA

di Manuel Mura

- Nel mondo regna il caos e la follia provocato dalle truppe del malefico Telset il cui scopo è sottometterei popoli al suo volere. Morte, distruzione, dolore e odio le principali caratteristiche e tutti coloro che provano a sottrarsi al suo volere diventano schiavi destinati alla morte. È la sete di vendetta che dà la forza a una ragazza di sopravvivere alle tremende prove a cui la sottopongono da piccola durante la schiavitù. Nelle sue vene scorre il sangue di una dominatrice, colei che può cambiare le sorti del mondo. Ma non è sola. Al suo fianco c'è un'altra persona che porta l'amore e la gioia di vivere al suo passaggio. Se riusciranno a unire le loro forze per il mondo ci sarà ancora speranza di salvezza.

GRAMMATICA DELLA FANTASIA Gianni Rodari


GRAMMATICA DELLA FANTASIA
Introduzione all'arte di inventare storie

di Gianni Rodari

- È Gianni Rodari stesso a definire l'intento di questo libro divenuto ormai un classico: parlare dei processi della fantasia e delle regole della creazione per renderne l'uso accessibile a tutti. L'autore non consegna però un ricettario per costruire storie, ma offre materia prima, idee, occasioni, riflessioni utiIissime per superare la muraglia della routine scolastica e per riconoscere il ruolo fondamentale della creatività all'interno del processo educativo. Il favoloso Gianni conferma con semplicità, passione e profonda cultura la carica liberatoria della parola, il valore dell'immaginazione, il ruolo educativo della fantasia.

domenica 2 luglio 2017

TOKYO ORIZZONTALE di Laura Imai Messina


TOKYO ORIZZONTALE

di Laura Imai Messina

- Se New York è una mela, Tokyo è un melograno. E dolce e sensuale, ma anche amara. In sé racchiude tanti chicchi, tutti schiacciati l'uno contro l'altro in una forzata convivenza, eppure sempre, inesorabilmente soli. A volte, però, qualche chicco si ribella; così può succedere che quattro giovani si incontrino per caso, una notte a Shibuya, il quartiere più folle della città, e decidano di avvicinarsi per provare a colmare quella invisibile distanza. Qualcuno lo fa per inseguire una favola d'amore, qualcun altro per lenire il dolore di un passato ingombrante, un altro ancora per cambiare vita e non farsi più trovare. Sara, Hiroshi, Carmen e Jun desiderano invece trovarsi, in un incontro che è sesso ma anche qualcosa di più profondo e vitale. E salvezza. E calamita che allontana dall'abisso. E casa. "Tokyo orizzontale" è la storia di un amore sprecato e di uno realizzato, e di una città immensa e piccolissima, insonne e paziente, gelida e sensuale.

MARY BERRY UN'INGLESE IN ITALIA Bianca Riccio


MARY BERRY UN'INGLESE IN ITALIA
Diari e corrispondenza dal 1783 al 1823
Arte,personaggi e società 
  
a cura di Bianca Riccio


- Prima traduzione italiana dei diari italiani della viaggiatrice inglese, cronaca della vita culturale italiana tra Sette ed Ottocento, illustrata con i ritratti dei personaggi, le scene di vita ed i paesaggi raffigurati nei dipinti dell'epoca

Mary Berry, cittadina britannica vissuta fino a quasi 90 anni d'età, a cavallo tra Settecento e Ottocento, era una viaggiatrice. Insieme alla sorella Agne e al padre Robert, che si spense a Genova, visitò gran parte dell'Europa: Olanda, Francia, Germania, Svizzera e l'Italia per ben quattro volte, nel 1783, nel 1790-91, nel 1816 e nel 1823. Dei suoi ampi diari di viaggio, escono ora, per Ugo Bozzi Editore, i diari dei viaggi in Italia, a cura di Bianca Riccio. Si faccia caso all'epoca: sono gli anni della Rivoluzione francese, delle campagne militari di Napoleone, della caduta dell'Imperatore e della Restaurazione. Chi sono i Berry? Non aristocratici, di modesto reddito, di buone frequentazioni sociali. Appassionati dell'arte, dell'archeologia, di letteratura, e al massimo grado della cultura e del paesaggio italiani. Eccoli dunque, il buon padre e le due ragazze, coronare il sogno del grand tour, instancabili, insaziabili di vedere, visitare luoghi e monumenti, visitare connazionali. Non hanno remore ad affrontare difficoltà, fatiche disumane e avventure incerte: scendono dal Sempione, dal Moncenisio, le vie di Napoleone, e da Torino a Genova arrivano a Roma, il loro sogno, e a Napoli, passando per Firenze, Pisa, Livorno, Siena. Viaggiano in diligenze pubbliche, carrozze, carretti, feluche e traghetti. Sostano alle locande di posta, spesso miserevoli per sporcizia, parassiti e promiscuità. Mary non si lagna, descrive con distacco una notte da tregenda a Buonconvento, le proibitive condizioni atmosferiche, la condizione tragica delle strade di comunicazione in Italia. Dopo il passaggio di Napoleone, ne descriverà il gran miglioramento. I Berry sono accolti calorosamente dalla folta società inglese, che scorrazza per l'Italia a quel tempo: antesignani di una pacifica e felice invasione. Sono tutti aristocratici, con incarichi nel mondo diplomatico o teste coronate, quelli che loro frequantano: il re di Svezia, il re di Prussia, il Borbone di Napoli, il Granduca di Toscana fratello dell'Imperatore d'Austria, financo il Papa le riceve. La nobiltà italiana apre loro le porte di palazzi e collezioni d'arte. Il racconto di Mary è vivace e acuto, tempestivo. Le sorelle viaggeranno un po' più comode, tra amici ospitali e gran mondo,quando la protezione di Horace Walpole, gentiluomo inglese coltissimo e molto anziano, le seguirà dalla madrepatria con lettere e raccomandazioni.

sabato 1 luglio 2017

BRADAMANTE GUERRIERA SENZA MACCHIA di Sara Marconi


BRADAMANTE
GUERRIERA SENZA MACCHIA

di Sara Marconi 

- Bradamante è una guerriera eccezionale, che tiene testa e spesso vince tutti i paladini. Bradamante è bellissima, cortese, valorosa. Sarebbe destinata al figlio dell’Imperatore, ma ha scelto invece un marito che viene da lontano, un marito che dovrebbe esserle nemico. Lo trova, lo perde. Lo trova di nuovo, lo perde ancora. Aiutata da un’amica maga cavalca, combatte, sfida giganti crudelie pensieri tristi: sa quello che vuole, niente la può fermare.

ioleggo.com GIF


#EmmaWatson
#Belle

QUELLI CHE PERO' E' LO STESSO Silvia Dai Pra'


QUELLI CHE PERO' E' LO STESSO

di Silvia Dai Pra' 

- "La preside mi manda a chiamare l'ultimo giorno di marzo, mentre il sole e il cielo di un azzurro invadente promettono una primavera difficile, almeno lì, nelle classi; mi manda a chiamare dopo che ho consegnato i temi e assegnato i compiti per le vacanze, e ho visto i ragazzi infilare i libri di Pasolini e di Cassola, di Conrad e della Morante negli zaini con sopra scritto Lazio merda o Manila + Braian, dopo che ho sentito Sheila canticchiare De André e non Gigi D'Alessio; mi manda a chiamare dopo che la bidella è passata per dire "via, si liberino i buoi! ", e dall'espressione capisco subito che non mi dirà quel "brava" che mi aspetto". Una trentenne che mai avrebbe pensato di fare l'insegnante, un professionale della periferia romana, adolescenti sentimentali, giovani fascisti, adulti iracondi, professori sull'orlo dell'abisso: tre trimestri nello sfascio della scuola italiana.